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Archive for giugno 2013

E’ di qui che nacque la leggenda che i tracciati radar fossero spariti. In realtà i principali tracciati radar, quelli che servivano davvero, c’erano tutti e altri ne furono acquisiti successivamente. Stabilito che i tracciati ci sono, a questo punto è normale chiedersi cosa abbiano visto i radar. Qui nasce il secondo problema. La rilevazione radar dipende da vari fattori, quali la qualità del radar (i radar moderni hanno una risoluzione e precisione molto maggiore di quelli di 30-40 anni fa), le condizioni atmosferiche, la presenza di interferenze, la potenza di emissione e la qualità del segnale riflesso, e così via. Anche la quota e le dimensioni del bersaglio incidono significativamente. Ebbene, le registrazioni radar del momento e dell’area della tragedia, mostrano una sola serie di segnali (in gergo plot) che corrispondono certamente a un aereo, e sono quelli del DC9. Unendo i plot, essi tracciano una linea più o meno regolare che si muove da nord a sud e che corrisponde alla rotta del DC9. Questi plot sono segnali emessi dal trasponder dell’aereo, ossia un radiotrasmettitore che funziona come un radiofaro e che consente di seguire l’aereo e di identificarlo correttamente. A un certo punto i plot del transponder si interrompono: è quello il momento della tragica fine del DC9 e dei suoi passeggeri. Tuttavia i radar continuano a monitorare i rottami dell’aereo che precipitano in mare. In questo caso il segnale non viene dal transponder, ma direttamente dalle parti metalliche dell’aereo che riflettono le onde radio. Oltre a questo, non c’è nessuna traccia di altri aerei. Esistono però dei plot, qua e là, considerati (dai militari e dagli stessi sistemi radar) dei falsi bersagli: interferenze (che in gergo si chiamano clutter), falsi contatti (in effetti essi erano presenti nei nastri registrati dai radar di modello più vecchio e non su quelli dei radar più nuovi), palloni sonda. Su questi falsi contatti si sono sbizzarriti i periti. Ci sono decine di perizie radaristiche su Ustica e ciascuna ha interpretato quei plot (visti solo dai radar più vecchi) a modo suo. Tuttavia è bene ricordare che non esistono, sui tracciati radar di Ustica, tracce che siano chiaramente riconducibili a altri velivoli che si trovassero abbastanza vicini al DC9 da poterlo abbattere. Non esiste, cioè, una serie di plot (di norma uno a ogni giro di antenna radar) che disegni la rotta di un altro aereo, oltre a quella del DC9. Esistono quindi interpretazioni di plot che – da soli – non avrebbero alcun significato. Un resoconto delle perizie radaristiche è presente negli atti della cosiddetta Sentenza Priore. Una cosa è certa: fino al momento in cui ha cessato di esistere, il DC9 di Ustica ha avuto il transponder acceso e funzionante, e questo significa che qualsiasi velivolo militare lo avrebbe identificato senza possibilità di errori: un innocuo DC9 dell’Itavia. Se qualcuno ha davvero sparato contro quel bersaglio, sapeva a cosa stava sparando

(continua)

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(AGI) – Palermo, 13 giu. – “Ustica e’ l’epilogo di una storia gia’ scritta, quello di un attacco mortale deciso da un Paese europeo, da capi di Stato e di servizi che volevano l’eliminazione di Gheddafi il quale intralciava i loro sogni di possesso e dominio, che volevano l’eliminazione di un nemico”.
Lo ha detto il giudice Rosario Priore intervenendo alla seduta solenne dell’Ars con la presidente della Camera Laura Boldrini, convocata per commemorare le ottantuno vittime delle strage di Ustica. “La mancata collaborazione per il raggiungimento della verita’ e’ venuta da ogni governo, di qualunque colore”, ha accusato Priore. Il segreto di questa vicenda e’, comunque, “un segreto di Pulcinella”. La strage di Ustica “accade in una fase di massima conflittualita’: la Francia ha voluto dare una lezione al suo Nord Africa, paese del loro impero, una lezione a quella Libia che osava attaccare il Ciad, uno dei suoi bastioni militari e una lezione all’Italia che minacciava i suoi equilibri, nei suoi cieli e nei suoi mari”. (AGI) .

Per quale motivo l’Italia e la Libia dopo quella “lezione dalla Francia” hanno rinunciato a puntare col dito verso la Francia?

Depistaggi del SISMI contro i NAR e 20 anni di processi contro ufficiali del Aeronautica solo per non rompere le scatole agli amici francesi?

Magari Gheddafi e Cossiga erano troppo “Signori” per lamentarsi?

O avevano troppa paura di perdere il fornimento di Baguettes?

“sappiamo la verità. Adesso vanno scritti i nomi di coloro che abbatterono il Dc9 dell’Itavia perché questa è la storia del nostro Paese, consapevoli fino in fondo che tutti abbiamo il dovere di operare per ripercorrere la vicenda di Ustica proprio a partire da quella verità giudiziaria che abbiamo conquistato”.

“Per anni – commenta Bonfietti – le autorità francesi hanno perseverato nelle loro affermazioni.

Se Bonfietti sa gia la verità, come non puo sapere ancora i nomi?

La sola persona, che poteva ordinare al pilota di un caccia francese di lanciare un missile al aeroplano di Gheddafi era il presidente francese.

Come solo Gheddafi era l´unica persona libica in grado a ordinare ai suoi servizi di mettere la bomba nel aeroplano americano esploso sopra Lockerbie nel 88 e nel aeroplano francese esploso sopra il Niger nel 89.

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La Verità?

Nel 1980 il Presidente Americano Jimmy Carter e il Presidente Francese decisero di uccidere il “Padre della Rivoluzione Libica”.

Sapevano, che Gheddafi stava volando con il suo jet privato a Varsavia.

La situazione ideale per farlo fuori…

Anche l´Aeronautica Militare Italiana era consapevole di questi “piani diabolici” della Nato.

Per fortuna il direttore del SISMI Giuseppe Santovito averti il “Padre della Rivoluzione Libica”, che gia in volo, si salvo all´ ultimo momento.

Il capo del governo italiano, che di tutto questo invece non aveva saputo niente, fu “informato di questo fatto” dal “suo capo del SISMI” piu tardi (quando esattamente non si capisce):

http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/cossiga-ustica/cossiga-ustica/cossiga-ustica.html

Pasticcioni come sono, i Francesi poi avevano scambiato il DC9, volando dal nord al sud, con il aereo di Gheddafi, che volava da Tripoli a Varsavia.

Prova:

L´ispettore Clouseau e le sue “gaffes”, tipiche per tutti Francesi.

Per fortuna in Italia c´erano “Magistrati serissimi”, (come aveva affermato Giulio Andreotti), che avevano subito capito, che non poteva essere stata la bomba, perche Gheddafi era un “grande amico” del Italia:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/09/28/gheddafi-soccorre-amico-andreotti.html

Purtroppo la noiosa Corte di Cassazione bocciò la geniale sentenza del giudice Priore per “mancanza di prove”.

Pero almeno si castigò gl´infami Generali dell´Aeoronautica, che avevano complottato contro Gheddafi e l´Italia con gli Americani e i Francesi, con dei spiacevoli lunghi processi e con la diffamante “verità storica”.

Ora la Corte di Palermo insieme alla Corte di Cassazione ha finalmente riuscito a trasformare la  “verità storica” in una “verità giudiziaria”.

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Allarmi allarmi la campana sona
li turchi su arrivati a la marina
cu ha li scarpi rutti li rrisola
c’avimu a fari nu longu caminu

sciuscia la borza tu vidi chi voli
la mia senza suscialla vola sula
aiu lu lettu miu senza lenzola
lu vostru c’ha na cuperteddra sula

allarmi allarmi la campana sona
li turchi su arrivati a la marina

Di malta si partiru sei galeri
a tutti e sei l’onuri di lu mari
lu capitanu avanti e l’autru arredi
guerra contru allu turcu vannu a fari

Allarmi allarmi la campana sona
li turchi su arrivati alla marina

Lu capitanu non ciangi li galeri
chi su di lignu e sindi ponnu fari
ma ciangi li su amati cavaleri
li ciangi accisi ed annegati a mari

Allarmi allarmi la campana sona
li turchi su arrivati alla marina

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