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Archive for febbraio 2014

Bonfietti in crisi

Un oltraggio alla verità storica e giudiziaria” e “un insulto alla magistratura”. Così Daria Bonfietti, presidente dell’associazione familiari vittime della strage di Ustica del 27 giugno 1980 – quando un DC9 dell’Itavia in volo tra Bologna e Palermo si inabissò nel mar Tirreno, abbattuto da un missile durante un duello aereo secondo le conclusioni della magistratura – definisce la trasmissione Indagine ad alta quota andata in onda due sere fa su Sky National Geographic, che ha rilanciato la tesi dell’esplosione di una bomba nella toilette del velivolo.

http://www.stragi80.it/?p=2121

Qui la piena versione inglese del ottimo film documentario, che ha messo in crisi la Bonfietti:

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Due verità giudiziarie

Daria Bonfietti, presidente dell’ associazione familiari vittime strage di Ustica, il DC9 Itavia precipitato sul Tirreno durante un volo Bologna-Palermo nel giugno 1980, ignora ”il significato della verità storica, la quale, sul caso Ustica, non c’è ancora e forse purtroppo non ci sarà mai, così come significa dimenticare che esiste un’altra verità giudiziaria, quella penale”.Lo dichiara in una nota l’ex vicepresidente della Commissione stragi, generale di Squadra Aerea Vincenzo Manca, che fu eletto senatore nel 1996 nelle file di Forza Italia.

L’accusa nasce dal fatto che ”la signora Bonfietti due giorni fa” aveva definito la trasmissione ‘Indagine ad alta quota’ di Sky National Geographic un ”’oltraggio alla verità storica e giudiziaria’, nonché ‘un insulto alla magistratura’. Per questo ignora il ”significato di verità storica” e la diversa verità giudiziaria, quella penale: ”Quest’ultima esclude tassativamente il missile come causa della caduta del DC9 ed utilizza allo scopo materiale probatorio ricchissimo e che non può essere paragonato a quello ‘minimale’ – relativamente parlando – che è stato disponibile nei processi civili, con l’aggravante che la richiesta, fatta dalla Corte d’appello civile del tribunale di Palermo per ricevere dal tribunale sezione penale di Roma la documentazione del ‘giudicato penale’, scandalosamente non è stata mai evasa”.

“In definitiva esistono due verità giudiziarie, quella penale e quella civile, che vanno rispettate entrambe ma che non possono essere esenti da critiche, soprattutto se si pensa al quanto e al come è avvenuto nei processi civili, come va detto anche che affermare che con questi ultimi si è fatta chiarezza sul caso Ustica significa fare oltraggio alla propria onestà intellettuale”.

http://www.si24.it/2014/02/14/ustica-il-generale-manca-rispettare-la-verita-penale-e-civile/35360/

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Per 33 anni non ha mai rilasciato un’intervista. Questa è la prima. Ed è destinata a riaccendere polemiche. Perché il maresciallo spiega come il wargame Synadex, l’esercitazione simulata, non sia mai stata sospesa. Semplicemente perché non andò mai in esecuzione. Ai giudici, invece, i radaristi avevano detto che era stata “attivata”. E conferma l’ipotesi che ad abbattere il DC-9 non sia stato un aereo “nemico”.

“In quel momento, qualche minuto prima della caduta dell’aereo, tutto il traffico era friendly. Il settore (Martina Franca) ci disse non seguiteli più. Volevano che seguissimo le tracce in penetrazione (quella degli aerei non appartenenti alla Nato, ndr), perché quelle che avevamo identificato erano tutti amici. Quando facevamo l’esercitazione, cosa che accadeva almeno una volta alla settimana, si metteva il nastro Synadex di simulazione di guerra. L’operatore EM Ior era Tozio Sossio. Il simulato partiva alle 9, ma per 20-25 minuti lui non riuscì a mettere la scheda. Poi il settore ci disse “ripassiamo in reale”. Ma nel frattempo l’aereo era già caduto”.

Ustica, solo aerei Nato in volo la notte della strage

Senza velivoli nemici l’ípotesi della battaglia aerea perde ogni logica.

Ma il partito del missile non si ha mai lasciato disturbare da ragionamenti logici.

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