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Archive for settembre 2014

Bolognesi si sfoga

Bolognesi si è sfogato giovedì sera alla Festa dell’Unità di Bologna, al termine del dibattito sulla desecretazione degli atti decisa dal governo e lodata dai parenti delle vittime delle stragi. Da tempo, Bolognesi chiede alla Procura di Bologna una accelerazione nella ricerca dei mandanti della bomba e non gli basta l’archiviazione della pista palestinese giunta quest’anno.

(Corriere di Bologna)

Se fossero veramente stati Fioravanti e Mambro, non ci sarebbe stato bisogno di nessun manadante.

Gli NAR non avevano mai commesso crimini su ordine.

Erano dei pazzi criminali, che combattevano contro i loro nemici ideologici, che non erano solo quelli della sinistra, ma anche lo stato italiano.

Invece a compiere atti terroristici su mandato (specialmente di stati come Libia, Siria, Iraq, Romania,…) era proprio il gruppo di Carlos, Weinrich e Kram, dunque quello della pista archiviata:

https://strage80bologna.wordpress.com/2014/08/01/archiviazione-del-non-indagato/

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Che cosa si trova nei documenti declassificati su Ustica?

Nel 1992 gli egiziani, su richiesta di Priore, interrogano l’ex primo ministro libico Abdel Hamid Baccouch. Quest’ultimo accusa Gheddafi di aver ordinato l’abbattimento del DC9 Itavia. Secondo Baccouch, Gheddafi avrebbe ordinato anche altri attentati terroristici irritato per l’appoggio fornito dal Governo italiano a Malta, che aveva espulso i libici dall’Isola.

(Stragi80)

Ma lostesso la Bonfietti non smette di vedere Gheddafi come la vittima:

E’ una comunicazione del 18 novembre 1980, quindi di pochi mesi successiva all’abbattimento del Dc 9. L’incidente di cui si parla è quello capitato a un Mig libico che venne recuperato nel luglio sulla Sila e che potrebbe essere in relazione all'”azione di guerra” che secondo le sentenze ci fu attorno al Dc 9 partito da Bologna per Palermo la sera del 27 giugno 1980. “Questa comunicazione dice Bonfietti – io la interpreto come la volontà di nascondere al più presto quell’incidente. E questa è un’altra dimostrazione che non c’era da subito la volontà di chiarire. Questa carta avrebbe dovuto essere conosciuta subito da chi indagava allora e avrebbe potuto essere di aiuto”.

L’Associazione, tramite l’avvocato Alessandro Gamberini, ha suggerito alla procura di Roma di acquisire le informative dell’ambasciata italiana a Tripoli eventualmente inviate al Ministero degli Esteri nelle ore successive al disastro, visto che Gheddafi aveva dichiarato: “Ero io la vittima designata”.

(Corriere di Bologna)

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