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Posts Tagged ‘Ustica’

Scusi generale, cominciamo da qui: lei cita una assoluzione nel processo ai generali… «Certo!». Ma contesta il lavoro delle commissioni di indagine, e la sentenza più importante, quella del giudice Priore? «Certo: è una sentenza suggestiva e priva di prove».

Parliamo del documentario di Canal plus? «Stasera mi metterò davanti alla tv, alle 23.30. E non lo vedrò! So chi ha manipolato i giornalisti francesi». Chi? «L’associazione delle vittime, ovvio. Un film fuorviante fin dal titolo».

Non è stato un missile ad abbattere l’aereo? «Non c’è nessuna traccia di missile nelle perizie». Questo lo dice lei! «Lo dicono i migliori periti del mondo». E come sarebbe caduto l’aereo? «Bomba nella toilette, punto».

(Stragi 80)

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Priore Gheddafi

Strage di Bologna, il giudice Rosario Priore: “Chiedete a Carlos, lui potrebbe dire cose che non immaginiamo”

Andrea Purgatori: Quando scoppiò la bomba alla stazione di Bologna qualcuno disse che si trattava di un doppio avvertimento all’Italia, dopo Ustica.

Carlo Priore: Esattamente. La reiterazione di un messaggio al nostro governo perché tagliasse i ponti con Gheddafi, perche’ smettessimo di proteggerlo come avevamo fatto la notte di Ustica facendogli cambiare rotta dopo che c’era stato lo scontro aereo nel quale era stato abbattuto il DC9.

(Huffington Post)

Quel “qualcuno” in realta era stato Zamberletti, che aveva ipotizzato proprio il contrario: che un patto militare con Malta potrebbe aver provocato le ire del terrorista Gheddafi.

Invece per il giudice Priore il povero Gheddafi era la vittima di Ustica e pure per Lockerbie gli voleva dare l’assoluzione.

Priore crede che Carlos ci potrebbe riverale “cose che non possiamo immaginare”.

Carlos è appena stato condannato con sentenza definitiva a Parigi per attentati contro treni e stazioni con 11 morti nel 82/83.

La corte francese non aveva creduto alla sua versione di un “complotto yankee-sionista” responsabile per gli 11 morti, che senza dubbi secondo Carlos sarebbe pure responsabile per Ustica e Bologna.

Per fortuna Carlos era stato processato in Francia e non in Italia.

Incredibile che una persona cosi ignorante come Priore era stato uno dei giudici piu importanti del Italia.

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«Per me – sostiene un altro superperito di quella commissione, Frank Taylor, che firmò anche le conclusioni sull’incidente di Lockerbie, quando un aereo civile fu abbattuto con una bomba di mano libica – è un mistero perché la magistratura non abbia seguito le logiche conclusioni del nostro lavoro di periti. Nessuno in Italia ha mai cercato di capire perché e chi ha messo una bomba su quell’aereo».

(La Stampa)

Coinvolgere la Libia in quel momento avrebbe voluto dire tragedia per la Fiat e per l’Eni:

https://strage80bologna.wordpress.com/2011/03/23/tragedia-per-la-fiat-e-per-leni/

…e per tutto il resto di Tangentopoli.

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La spiegazione più semplice dell’atteggiamento assunto dalle autorità libiche – scrive l’addetto diplomatico – è che Jalloud, e prima di lui Gheddafi, abbiano voluto sfruttare propagandisticamente una questione, quale quella di Ustica, sulla quale non dispongono in realtà di elementi specifici, nel quadro della ormai tradizionale polemica contro gli Stati Uniti e più in generale contro i rischi connessi con la presenza militare delle superpotenze nel Mediterrano

[leggi il documento]
L’impressione del nostro addetto diplomatico si rivela esatta. La commissione libica, appositamente costituita, arriva in Italia alla fine di gennaio del ’90, presieduta dal giudice libico Khaled Kadiki. Ma di prove del complotto ordito dagli USA nemmeno l’ombra. I giornali italiani danno ampio risalto a questa avvenimento

[leggi il documento]

Non solo, ma danno esito negativo anche le verifiche fatte dai magistrati italiani con la collaborazione delle nostre sedi diplomatiche. Il colonnello ha affermato che quella sera era in volo, ma dove si stava recando esattamente? Non si sa, non lo ha mai precisato. Voci insistenti lo davano in volo verso la Polonia. Nel marzo del 1991

[leggi il documento]

il Ministero degli Esteri chiede alla nostra ambasciata di Varsavia di accertare se risulti o meno la visita programmata del leader Libico in Polonia. La risposta dell’Ambasciata arriva dopo un paio di settimane, con un telegramma in cui si legge: Dopo minuziose ricerche compiute in questi giorni non (dico NON) esiste la minima traccia, neanche la più labile, circa una progettata visita in Polonia del Presidente Gheddafi il 27 giugno 1980 aut giorni contigui.

Ed ancora, come avrebbe fatto a salvarsi dall’attacco americano il colonnello Gheddafi? Secondo l’opinione di molti sarebbe atterrato a Malta, magari avvisato dai nostri servizi segreti. Il 28 settembre 1989, però, il Dipartimento dell’Aviazione Civile Maltese comunica alla nostra ambasciata che, da ricerche effettuate, l’unico aereo libico atterrato sull’isola il 27 giugno 1980, è stato un Boeing 727, atterrato alle 15.52 e ripartito alle 16.59. Un normale volo di linea Malta-Tripoli. Le autorità maltesi escludono con assoluta certezza che a bordo potesse trovarsi il leader libico

[leggi il documento].

(Strage di Ustica)

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Nel 1980 il Presidente Americano Jimmy Carter e il Presidente Francese decisero di uccidere il “Padre della Rivoluzione Libica”.

Sapevano, che Gheddafi stava volando con il suo jet privato a Varsavia: la situazione ideale per farlo fuori.

Anche l´Aeronautica Militare Italiana era consapevole di questi “piani diabolici” della NATO.

Per fortuna il direttore del SISMI Giuseppe Santovito averti il “Padre della Rivoluzione Libica”, che gia in volo, si salvo all´ ultimo momento.

Il capo del governo Italiano, che di tutto questo invece non aveva saputo niente, fu “informato di questo fatto” dal “suo capo del SISMI” piu tardi (quando esattamente non si capisce):

http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/cossiga-ustica/cossiga-ustica/cossiga-ustica.html

Pasticcioni come sono, i Francesi (le gaffes del ispettore Clouseau lo dimostranno) poi avevano scambiato il DC9, volando dal nord al sud, con il aereo di Gheddafi, che volava da Tripoli a Varsavia.

Per fortuna in Italia c´erano “Magistrati serissimi”, (come aveva affermato Giulio Andreotti), che avevano subito capito, che non poteva essere stata la bomba, perche Gheddafi era un “grande amico” del Italia:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/09/28/gheddafi-soccorre-amico-andreotti.html

Purtroppo la noiosa Corte di Cassazione bocciò la geniale sentenza del giudice Priore per “mancanza di prove”.

Pero almeno si castigò gl´infami Generali dell´Aeoronautica, che avevano complottato contro Gheddafi e l´Italia con gli Americani e i Francesi, con dei spiacevoli lunghi processi e con la diffamante “verità storica”.

Ora la Corte di Palermo insieme alla Corte di Cassazione ha finalmente riuscito a trasformare la “verità storica” in una “verità giudiziaria”.

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Due verità giudiziarie

Daria Bonfietti, presidente dell’ associazione familiari vittime strage di Ustica, il DC9 Itavia precipitato sul Tirreno durante un volo Bologna-Palermo nel giugno 1980, ignora ”il significato della verità storica, la quale, sul caso Ustica, non c’è ancora e forse purtroppo non ci sarà mai, così come significa dimenticare che esiste un’altra verità giudiziaria, quella penale”.Lo dichiara in una nota l’ex vicepresidente della Commissione stragi, generale di Squadra Aerea Vincenzo Manca, che fu eletto senatore nel 1996 nelle file di Forza Italia.

L’accusa nasce dal fatto che ”la signora Bonfietti due giorni fa” aveva definito la trasmissione ‘Indagine ad alta quota’ di Sky National Geographic un ”’oltraggio alla verità storica e giudiziaria’, nonché ‘un insulto alla magistratura’. Per questo ignora il ”significato di verità storica” e la diversa verità giudiziaria, quella penale: ”Quest’ultima esclude tassativamente il missile come causa della caduta del DC9 ed utilizza allo scopo materiale probatorio ricchissimo e che non può essere paragonato a quello ‘minimale’ – relativamente parlando – che è stato disponibile nei processi civili, con l’aggravante che la richiesta, fatta dalla Corte d’appello civile del tribunale di Palermo per ricevere dal tribunale sezione penale di Roma la documentazione del ‘giudicato penale’, scandalosamente non è stata mai evasa”.

“In definitiva esistono due verità giudiziarie, quella penale e quella civile, che vanno rispettate entrambe ma che non possono essere esenti da critiche, soprattutto se si pensa al quanto e al come è avvenuto nei processi civili, come va detto anche che affermare che con questi ultimi si è fatta chiarezza sul caso Ustica significa fare oltraggio alla propria onestà intellettuale”.

http://www.si24.it/2014/02/14/ustica-il-generale-manca-rispettare-la-verita-penale-e-civile/35360/

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Per 33 anni non ha mai rilasciato un’intervista. Questa è la prima. Ed è destinata a riaccendere polemiche. Perché il maresciallo spiega come il wargame Synadex, l’esercitazione simulata, non sia mai stata sospesa. Semplicemente perché non andò mai in esecuzione. Ai giudici, invece, i radaristi avevano detto che era stata “attivata”. E conferma l’ipotesi che ad abbattere il DC-9 non sia stato un aereo “nemico”.

“In quel momento, qualche minuto prima della caduta dell’aereo, tutto il traffico era friendly. Il settore (Martina Franca) ci disse non seguiteli più. Volevano che seguissimo le tracce in penetrazione (quella degli aerei non appartenenti alla Nato, ndr), perché quelle che avevamo identificato erano tutti amici. Quando facevamo l’esercitazione, cosa che accadeva almeno una volta alla settimana, si metteva il nastro Synadex di simulazione di guerra. L’operatore EM Ior era Tozio Sossio. Il simulato partiva alle 9, ma per 20-25 minuti lui non riuscì a mettere la scheda. Poi il settore ci disse “ripassiamo in reale”. Ma nel frattempo l’aereo era già caduto”.

Ustica, solo aerei Nato in volo la notte della strage

Senza velivoli nemici l’ípotesi della battaglia aerea perde ogni logica.

Ma il partito del missile non si ha mai lasciato disturbare da ragionamenti logici.

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