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Archive for agosto 2013

Thomas Kram nel 1980

Al contrario: nel febbraio 1982 Thomas Kram rifiutò di collaborare a una campagna di attentati in Francia per liberare Magdalena Kopp. Così Kram ricostruisce la rottura, nella trasmissione di Hillebrand: “In quel momento sono state poste richieste alla Cellule rivoluzionarie.”

(Il Manifesto)

Solo che la strage di Bologna – se mi ricordo bene – era stata compiuta un po prima del febbraio 1982.

(Il Manifesto naturalmente non mi ha permesso di fare questo commento)

Io personalmente non credo che Kram abbia messo la bomba, pero non credo pure che sia finito a Bologna solo per casaccio.

Se finalmente raccontasse, chi lo ha mandato in Italia, potrebbe finalmente chiarire il mistero.

Se lo avesse spedito Johannes Weinrich, Bologna è stata opera di Gheddafi:

Io sono quello che ha trovato la Foto di “Lothar” che ora circola su Internet. La ho trovata in un libro scritto nel 93 su Johannes Weinrich, le foto sono della Stasi.

Gli autori Schmaldienst/Matschke nel 1993 non sapevano nulla di Kram e Bologna.

Vuol dire che non avevano pregiudizi e non volevano inserire Kram in un certo quadro (come magari noi ora).

Secondo il libro Weinrich lavorava per il servizio libico nel 80 – e il suo braccio destro in quel periodo era proprio Kram.

(infatti quelche riguarda gli attentati in Fracia del 82/83 non si parla piu di Kram nel libro)

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Strage di Bologna, il giudice Rosario Priore: “Chiedete a Carlos, lui potrebbe dire cose che non immaginiamo”

Andrea Purgatori: Quando scoppiò la bomba alla stazione di Bologna qualcuno disse che si trattava di un doppio avvertimento all’Italia, dopo Ustica.

Carlo Priore: Esattamente. La reiterazione di un messaggio al nostro governo perché tagliasse i ponti con Gheddafi, perche’ smettessimo di proteggerlo come avevamo fatto la notte di Ustica facendogli cambiare rotta dopo che c’era stato lo scontro aereo nel quale era stato abbattuto il DC9.

(Huffington Post)

Quel “qualcuno” in realta era stato Zamberletti, che aveva ipotizzato proprio il contrario: che un patto militare con Malta potrebbe aver provocato le ire del terrorista Gheddafi.

Invece per il giudice Priore il povero Gheddafi era la vittima di Ustica e pure per Lockerbie gli voleva dare l’assoluzione.

Priore crede che Carlos ci potrebbe riverale “cose che non possiamo immaginare”.

Carlos è appena stato condannato con sentenza definitiva a Parigi per attentati contro treni e stazioni con 11 morti nel 82/83.

La corte francese non aveva creduto alle sue rivelazioni di un “complotto yankee-sionista” responsabile per gli 11 morti, che senza dubbi secondo Carlos sarebbe pure responsabile per Ustica e Bologna.

Per fortuna Carlos era stato processato in Francia e non in Italia.

Incredibile che una persona cosi ignorante come Priore era stato uno dei giudici piu importanti del Italia.

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Ma l’aspetto che più di ogni altro getta gravi ombre e sospetti sul comportamento e sul ruolo dell’ex terrorista tedesco è l’insistente necessità di negare ogni evidenza. Kram, infatti, nega di aver fatto parte del gruppo Carlos, mentre il suo nome compare in una serie di rapporti della Stasi tra cui ad esempio il cosiddetto «Katalog» dei membri del gruppo – BStU HA XXII 19175; o nel Rapporto «Brevi informazioni su T.K.» ove si legge: «Seit mitte 1979 wurde Kram in terroristische Aktivitaten der Gruppe Separat einbezogen» ovvero che dalla metà del 1979 Kram era stato coinvolto nelle attività terroristiche del gruppo Separat – BstU HA XXII 986/6; o infine nel fascicolo intitolato «Mitglieder der “Carlos – Gruppierung”» (I membri del Gruppo Carlos) ove è contenuta la fotocopia integrale del suo passaporto – eBStU XXII 338/2. Kram nega inoltre di aver pernottato a Verona e a Bologna settimane prima del 2 agosto 1980, così come risulta da puntuali e non smentibili atti di polizia basati su registrazioni dei suoi documenti di riconoscimento nelle strutture ricettive delle rispettive città: il 22 febbraio 1980 all’hotel Lembo di Bologna (oggi Best Western Hotel Re Enzo) e il 22 aprile 1980 all’hotel Mazzanti di Verona. Così come nega di essere entrato a Berlino Est tre giorni dopo la strage, il 5 agosto, così come è documentato in una serie di atti e rapporti della polizia segreta della Ddr da noi recuperati negli archivi della Repubblica federale di Germania e pubblicati su LiberoReporter il 10 settembre 2011 (in un articolo pubblicato da il Fatto Quotidiano, omettendo che sono stati da noi ritrovati e pubblicati due anni fa, si è addirittura scritto che questi documenti sarebbero stati trasmessi ai magistrati della Procura di Bologna dalla disciolta Commissione Mitrokhin…). Perché negare ogni evidenza? Perché non raccontare la verità? Perché non mettersi serenamente a disposizione degli inquirenti invece che fornire versioni dei fatti sempre più manipolate solo ad alcuni amici giornalisti di sinistra?

(continua leggere su Libero Reporter)

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