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Archive for dicembre 2013

Un altra strage di Carlos?

Quindi la strage del treno di Natale (17 morti oltre 250 feriti) stando al documento citato, sarebbe da imputare a Carlos? Questo in effetti è quanto scrive la Stasi in un rapporto interno, privo dunque di qualsiasi intento di disinformazione. Nessuno all’epoca infatti poteva pensare che con la caduta del muro di Berlino, gli archivi segreti dei servizi sarebbero stati aperti e resi disponibili. Altri elementi storici possono far credere che questa eventualità possa ritenersi veritiera. Tra il 29 marzo 1982 e 31 dicembre 1983 il gruppo Carlos compì 3 attentati a treni e stazioni in Francia, causando complessivamente 11 morti e 190 feriti. Per queste stragi Carlos e Weinrich sono stati condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise Speciale francese in primo grado (dicembre 2011) e in appello (giugno 2013), proprio grazie al materiale recuperato negli archivi della Stasi. Il movente di quegli attentati era la liberazione di due membri del gruppo: Magdalena Kopp (moglie di Carlos) e Bruno Breguet, arrestati a Parigi nel febbraio 1982. Per la strage al Rapido 904, sono stati condannati in via definitiva Pippo Calò e Guido Cercola che avrebbero compiuto l’atto criminale su ordine della mafia. Nel maggio scorso è stato chiesto il rinvio a giudizio per Totò Riina, ritenuto il mandante. Ma se volessimo ritenere plausibile l’ipotesi che la strage del 904 sia attribuibile a Carlos, magari con l’appoggio logistico della criminalità organizzata nostrana, quale sarebbe stato il movente?

(Gabriele Paradisi – Il Tempo)

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La strage dimenticata

La strage di Fiumicino avvenne il 17 dicembre 1973 a seguito di un attentato terroristico palestinese che colpì l’aeroporto Leonardo da Vinci, uccidendo trentadue persone e ferendone oltre quindici.

(Osservatore Laziale)

La memoria delle stragi è sempre stato un business ideologico delle sinistre.

La strage di Fiumicino non si poteva sfruttare ideologicamente, perciò non c´era bisogno di ricordarla.

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Spunta la Libia nella strage di Fiumicino. A quarant’anni esatti dall’attentato all’aeroporto dove si consumò la più grave strage accaduta in Europa dal dopoguerra (superata solo, il 2 agosto 1980, dalla strage alla stazione di Bologna (85 morti), un documento della Cia ridisegna i contorni di un atto sanguinario senza precedenti.

Subito si ipotizzò che dietro l’attentato ci fosse la Libia. Sul quotidiano «The Times» si fecero riferimenti alla galassia vicina a Gheddafi e al flusso di denaro proveniente da Tripoli, che vedeva coinvolto Amin el Hindy, che proprio in quei giorni era in carcere in Italia essendo stato sorpreso con alcuni missili in un appartamento di Ostia il 5 settembre. Hindy (braccio destro del capo dei servizi palestinesi Abu Ayad) sarà scarcerato con due suoi sodali nel marzo 1974 attraverso il pagamento di una cauzione di 60 milioni di lire, forniti dai nostri servizi. Altri due terroristi sorpresi a Ostia erano stati liberati a fine ottobre.

A supportare la pista libica il ritrovamento di un biglietto aereo semibruciato acquistato a Tripoli e rinvenuto nel vetore Lufthansa, e soprattutto un’informativa della Cia dell’8 gennaio 1974, recuperata recentemente grazie alla pubblicità degli atti del Foia (Freedom of information act). Che testualmente recita: «La Libia sta facendo pressione sui leader fadayeen affinché non puniscano i terroristi (…). Il governo libico ha minacciato di tagliare i collegamenti finanziari con l’Olp e con Fatah se non abbandoneranno la loro intenzione di trattare duramente i terroristi».

(Gabriele Paradisi – Il Tempo)

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Mi ero posto anche un altro interrogativo. Era plausibile il coinvolgimento in questa strategia di grandi esponenti dei partiti di governo? Per quale motivo uomini come Rumor, Andreotti o Fanfani, che appartenevano a una inossidabile classe di governo, che non prevedeva ricambio dalle elezioni del 1948, abituati a succedersi gli uni agli altri nelle cariche più importanti del paese, si sarebbero compromessi in attività eversive contro istituzioni che già incarnavano a tutti gli effetti? Anche se vi fosse stata una svolta autoritaria, la quantità di potere nelle loro mani sarebbe aumentata in modo tanto decisivo? È difficile anche solo figurarselo, perché le altre persone coinvolte nel progetto, quali che fossero, avrebbero sicuramente chiesto una pesante contropartita.
La stessa domanda me la ponevo pensando a uomini che ricoprivano importanti ruoli nell’esercito, nell’Arma, nei servizi segreti e nelle forze dell’ordine, uomini perfettamente integrati in un sistema che dava loro un impiego ben retribuito, scatti di anzianità, alloggi a tasso agevolato e altri benefit. Per quale motivo avrebbero dovuto mettere in discussione la Repubblica che era stata tanto generosa nei loro confronti?

(…)

Anche l’ipotesi che la cabina di regia si trovasse a Washington mi lasciava piuttosto perplesso. Provavo a vedere le cose dal punto di vista degli americani, e mi domandavo come avrei agito al loro posto. Era plausibile che rientrasse nei loro interessi destabilizzare la situazione politica italiana? Un paese a sovranità limitata che aveva rinunciato di fatto alle prerogative di stato sovrano in nome dell’alleanza, certamente non paritaria, con gli Stati Uniti?
Anche questa tesi sembrava, a conti fatti, difficilmente sostenibile. Era vantaggioso convertire o, meglio, tentare di convertire una democrazia di stampo occidentale e filoatlantica in una dittatura militare? Per dirla in altri termini, valeva la pena materializzare il caos dove invece c’era un ordine, per quanto imperfetto, e rimettere in gioco un paese su cui gli americani avevano già apposto la loro bandiera a stelle e strisce?
Considerando infatti il peso del PCI e dei sindacati e l’aiuto che indubbiamente avrebbero ricevuto dall’URSS, l’ipotesi che un golpe scatenasse una guerra civile dai costi umani e materiali molto alti non era affatto da escludere. Gli ipotetici vantaggi valevano le traversie certe? A conti fatti, è difficile dare una risposta positiva.

(Massimiliano Griner)

(“PIAZZA FONTANA e il mito della strategia della tensione“)

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